Attualità

Vado, Chicago e torno. Fare (qualcosa) per fermare Giannino.

Partiamo da un presupposto importante: io non porto fortuna.

Non ne ho portato a Mauro Pili quando ho pensato che potesse essere un’opportunità per disfarsi di una politica che non mi piaceva più – fortuna che al tempo non avevo l’età per votare.. .-.

Non ne ho portato negli ultimi vent’anni, considerato per quanti ci hanno accompagnato i governi di quel signore che di mestiere fa il padrone di cose e persone.

Non ne ho portato al partito SocialDemocratico estone…che sarà riuscito anche a non vincere vedendo comunque crescere il suo peso in parlamento. Ma di fatto ha perso e basta.

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E non ne ho portato nemmeno ad Oscar Giannino. Che prima ha provato a sedurmi, poi ci è quasi riuscito ed alla fine si è fatto scoprire mentre nuotava in un mare il cui colore ricorda quello del fango, la consistenza quella del pudding e l’odore – quello di una classe del liceo dopo l’ora di educazione fisica.

Un mare di merda, insomma.

Chiariamoci.

Una menzogna è una menzogna. Punto, basta, set, game, finita qui.

Non mi interessa che in qualche modo possa sembrare più grave quando viene dalla bocca di chi predica pulizia o più accettabile quando esce dallo sfintere frontale di un uomo che di lavoro fa il padrone di cose e persone.

La provenienza non cambia la sostanza, ed una menzogna rimane la stessa identica menzogna indipendentemente dal tono di voce, dal movimento delle sopracciglia e dal fatto che chi la dice lasci alzata la tavoletta del gabinetto dopo aver fatto pipì.

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Ché questi son particolari. E non so voi, ma io credo che al momento l’Italia non possa permettersi di continuare ancora a convincersi che l’importanza sia sempre e comunque nei particolari.

No.

Volete che i particolari diventino quello che importa? Benissimo. Allora imparate a capire che per arrivare ad un punto del genere dovete semplicemente rimboccarvi le maniche e cambiare prima il sistema.

Perché anche quando un vostro amico, il vostro ristoratore preferito, una vecchia zia – imbrogliano qualcuno con una menzogna, stanno solo mentendo.

Ed a meno che non esista una menzogna con la condizionale che fa qualcosa come:

–          Ma è un amico, che ci posso fare?

–          Ma è una vecchia zia, alla fine che male fa?

–          Ma è Oscar Giannino, è intelligente, c’è chi ha fatto peggio. Alla fine pazienza, non sarà che le opinioni contano di più?

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Ecco, a meno che voi (e secondo me in errore) non siate tra quelli che lanciano alibi sulle colpe un po’ come se giocassero a scalino con le figurine, allora provate semplicemente a lasciar perdere chi sbaglia.

Anche non per sempre, ma almeno per un po’. Fatelo per loro. Fatelo per esser sicuri che abbiano il tempo che serve per riflettere sui loro errori, le loro bugie e magari non perdano l’occasione per correggere quello che hanno sbagliato.

Che in un secolo in cui pure il Papa si dimette come un impiegato qualsiasi di un call center qualsiasi, non possiamo certo continuare a pensare che possa davvero esistere qualcuno di indispensabile.

***

E poi, diciamocelo. Questo Giannino è tanto bugiardo quanto fesso.

Ma come, si mette contro un uomo che di lavoro fa il padrone di cose e persone…che ha un esercito di maggots (come  pare dicano a Chicago) pronti a sbranarti anche solo per il colore delle calze…e tu…tu…tu ti inventi un MASTER?!

About Giovanni Angioni

Head of Casino per iBus Media, mi diverto anche con la mia Netlead Media a Tallinn. Quando non sono nel bar di un hotel con un bicchiere di Lagavulin.
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