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Al mondo non esistono solo il bianco ed il nero, c'è anche Bruxelles, il grigio.


E’ sabato sera..sono le 20.17 e già non vedo l’ora di andarmene a letto…
Son giornate mica da ridere queste!
Iniziamo con ieri…
Passeggiata verso le cinque per riuscire a vedere qualcosa della città in uno dei -rari- momenti liberi.
Cammina,cammina che ti trovo? Un irish pub!
Si, lo so, andare in un Irish pub in belgio è probabilmente come andare a Lourdes per cercare una Moschea: la puoi anche trovare, il problema non è quello.
Il fatto è che se lo fai, sei scemo.
Poi.
Riunione alle sette a Le Roi des Belges.
Parliamo un po’, discutiamo cosa organizzare per oggi e, tra una birra e l’altra, si fanno quasi le dieci.
La fame, che da ore ha cominciato a farsi sentire a furia di incessanti rumoretti, vorrebbe che io proponessi di andare a casa o, tuttalpiù, a mangiare qualcosa…
Ed invece no.
Tutti – che poi….tutti…eravamo in tre…Lorenzo, Julija e me..- ci muoviamo da St.Géry fino alla Grand Place per…una birra…
Dopo una deliziosa kwak e parole un po’ senza senso – mettete insieme un italiano, un franco-italo-tedesco ed una lituana dopo una giornata di lavoro…fateli bere…non fateli mangiare…e scoprirete che lingua assurda viene fuori..- ci si butta nella tristissima viuzza turistica dedicata ai venditori di pite,felafel etc. e ci si fionda su un tavolino per mettere qualcosa nello stomaco.
Mentre poi si continua amabilmente a parlare chiama Vanessa: c’è un problema per la presentazione su powerpoint da disscutere la mattina dopo -oggi-.
Appuntamento su msn verso mezzanotte e mezza.
Allora si corre a casa, si accendono i pc e si comincia.
Ma chi è qui lo scemo che si occupa di powerpoint?
Eh….
Quindi mi è toccato rimanere fino alle tre davanti al pc, mangiando biscotti al burro, bevendo succo d’arancia e correggendo slides su slides senza avere i mezzi per creare la versione finale che tutti si aspettano di ricevere da un momento all’altro.
Perchè?
Perché quella sta nel pc di Lorenzo che è già andato a letto.
Allora, ci diciamo, meglio rinviare tutto a domani: la presentazione è a mezzogiorno ed io devo incontrare Lorenzo in ufficio alle 10: si può fare.
O meglio, si sarebbe potuto fare.
Perchè il caso ha voluto che Lorenzo sia andato all’Hilton a cercare Vanessa per avere le chiavi dell’ufficio, aspettandola fuori dalla sala conferenze.
E mentre Vanessa aspettava Lorenzo al piano di sotto, io li chiamavo perchè, porcapputtana, il palazzo era deserto e non mi apriva nessuno.
Poi, siccome quando il caso sceglie di essere bastardo lo fa fino in fondo, è anche successo che, nella fretta di uscire, Lorenzo abbia dimenticato il cellulare a casa.
Risultato?
E’ arrivato in rue Royale alle undici e trenta, io ho fatto qualche slide al volo, l’ho spedita immediatamente via email a Vanessa, ma è stato tutto fatto troppo tardi.
Poi.
Ci son da fare qualche centinaio di fotocopie per il dibattito organizzato nel pomeriggio ed, ovviamente, nessuno di noi due ricorda il codice per usare la fotocopiatrice della Fondazione Madariaga. Quindi si parte alla ricerca di una copisteria.
Dopo un paio di telefonate riusciamo a trovarne una aperta che sembra essere decisamente vicina e ci lanciamo sperando di riuscire a fare tutto in un’oretta: è l’una, il dibattito è alle tre e l’appuntamento è per le due.
Iniziamo a camminare ma, siccome io Bruxelles non la conosco così bene, e siccome anche lui non conosce ovviamente a memoria i nomi delle strade, ci orientiamo camminando con il suo piccolo Mac aperto usandolo come fosse una banalissima cartina.
La tecnologia…..
Trovata la copisteria, abbiamo una nuova amara sorpresa: più che una copisteria è un minimarket.
Riusciamo a fare qualche fotocopia alla buona ma c’è ancora un problema: alcuni documenti sono stati slavati su una pennina usb e ci serve usare il pc del negozio per stamparli e poi fotocopiarli.
Di per sè la cosa non è poi così tanto improbabile…il fatto è che la signora non ne vuole sentire…dobbiamo aspettare che torni il marito….che è andato a fare la spesa….-e lavora in un minimarket….vabbé…
Dopo una decina buona di minuti arriva il marito che, per prima cosa, ci dice di avere pazienza e di aspettare cinque minuti.
E noi aspettiamo.
Poi, quando comincia a fare qualcosa per noi, si comporta come un generalissimo davanti al piano che salverà oppure porterà alla rovina la sua nazione.
Pensa.
E pensa…
E pensa….
E prende pure un po’…
Allora prendiamo una decisione: sono le due meno dieci, io correrò al dibattito portando quello che ho – roba poco importante…microfono, domande….- e Lorenzo starà lì ad aspettare che il consigliere di Baldovino capisca che è ora di muovere un po’il suo temporeggiante culetto…
In quindici minuti buoni sono al Roi des Belges e comincio a chiarire tutto: sì, sono in ritardo; sì, ho incontrato Lorenzo; no, lui non è con me; no, non ho brochures, quiz e nessun altro tipo di documeno.
Poi le solite cose…Bonjour…Giovanni…Ouais, italien….ouais il pleut comme toujour…etc…etc…

(Quando si dice…se non sai di che parlare..parla del tempo…soprattutto a Bruxelles!!)
Salto il racconto del dibattito…è stato splendido, emozionante, affascinante…salvo per due cose, e queste le scrivo.
La prima è che, nonostante il mio cartellino con nome scritto sopra, qualche signore mi ha deliberatamente schiavizzato come cameriere e mi ha costretto -per educazione – a non rifiutare la sua richiesta di portargli qualcosa da bere dal piano di sotto…
-…-
Poi, sempre quel coglione di caso che aveva già creato abbastanza fastidi durante la mattinata, ha voluto che un’anziana signora francese mi prendesse probabilmente in simpatia, facendole anche credere di potermi raccontare la sua vita.
A parte il fatto che capivo una parola su 18 – ma in genere un sorriso oppure una smorfia ambigua bastano per far credere di essere completamente dentro al discorso -, che mi frega di sapere che una sua amica che si è trasferita a Roma quando erano giovani è totalmente cambiata quando si è sposata!?
Ma signora..eccheccazzo…siamo qui per parlare di democrazia partecipativa..mica dei cacchi suoi!
Ma dopo un paio d’ore -passate rigorosamente in piedi – il dibattito finisce e si va via…sotto la pioggia un po’ forte..
E sempre quel fottuto caso lì vuole che a due metri da me ci sia una specie di gay-techno parade…
E mi si impone una scelta: andare fino alla metro davanti all’UGC sfruttando l’ombrello di una ragazza abruzzese che, come me, va ad Etterbeek…o gettarmi sotto la pioggia per andare a vedere tutto più da vicino??
La risposta è chiara…io sono quello che a Lourdes cio andrebbe solo per vantarsi d’esser ateo…nemmeno per cercare una Moschea…

Allora giù!sotto la pioggia! in mezzo ad invasati vestiti in una ma
niera allucinante che ballano, si bacian
o, si spogliano e mi chiamano!
Aspetta un momento…mi chiamano…??
Eh si…mi chiamano….proprio come sta facendo quel ragazzo asiatico lì…
Mi chiama…
Ottimo…
Ho fatto colpo…

E’ bello qui..divertente..colorato…ma non ne posso più..
Sono stanco,
Fradicio,
Devo fare la pipì,
Ho fame,
Torno a casa.
Sotto lo sguardo di disapprovazione di tutto il metrò – nelle altre città ridono..a Bruxelles non hanno un grande senso dell’umorismo…quindi se sono bagnato s’incazzano..- aspetto pazientemente la mia fermata gingillandomi con l’ipod e cominciando a sognare il momento in cui potrò finalmente riposarmi a casetta…
Dove trovo Antoine che: ha studiato, ha montato due armadi, ha fatto una lavatrice, vuole imparare lo spagnolo e vuole andare a giocare a squash…
A fermarsi ogni tanto….
Vabbé..poi il resto è adesso..
Dopo una cordiale visita alla stanza degli uomini, una telefonata dell’unica persona che mi poteva strappare un sorriso in questo momento – grazie topi! e non stressarti troppo per la tesi!!-, una meno calorosa dei miei genitori -ho invitato mia mamma a venire ma crede di no perchè potrebbero andare sui Pirenei…-, ho acceso il pc ed ho cominciato a scrivere…
quarantasei minuti fa…
Buona serata a tutti.

About Giovanni Angioni

Head of Casino per iBus Media, mi diverto anche con la mia Netlead Media a Tallinn. Quando non sono nel bar di un hotel con un bicchiere di Lagavulin.
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